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mercoledì 20 maggio 2020

OLTRE LA PANDEMIA VERSO UNO SVILUPPO SOSTENIBILE





Il popolo, il proletariato ed il sottoproletariato, le classi subalterne non sono di per sé rivoluzionarie; anzi, spesso sono culturalmente subordinate alle classi dirigenti e ne condividono le credenze e gli ideali per poi protestare visceralmente quando la realtà concreta le emargina. Solo la presa di coscienza di classe, affermava sottilmente e filosoficamente Karl Marx, rende il proletariato protagonista della storia e capace di liberare sé stesso  e l'umanità,  rivoluzionando l'organizzazione sociale  e produttiva.
Cos’è rimasto di tutto questo all'interno del pensiero cosiddetto progressista?
Quale è il pensiero alternativo capace di prefigurare una nuova organizzazione sociale e produttiva?
Quale la cultura che sottintende e guida questo processo?
Oggi, la pandemia mondiale del corona virus sta, ad esempio, evidenziando come uno sviluppo squilibrato nei confronti dell'ambiente naturale non sia più sostenibile e porti inevitabilmente  a problemi sempre più gravi.
Allo stesso tempo, Papa Francesco ci ha ricordato recentemente come le pandemie attuali siano molteplici: oltre alle malattie vi è la fame , l’ineguaglianza, la guerra. Negli anni venti del duemila è veramente incredibile che nei primi quattro mesi di quest'anno siano già morte per fame oltre tre milioni di persone nel mondo.
Che dire poi dello spreco sempre più grave della risorsa umana e della sua capacità lavorativa e creatrice?
Milioni di persone sono confinate in lavori saltuari e sottopagati che impediscono una vita dignitosa .Milioni di giovani ritengono problematico immaginare un proprio futuro degno di questo nome e rinunciano alla procreazione di  nuove vite. 
Oggi la pandemia  ha gettato il mondo in una profonda crisi economica paragonabile solo a quella successiva ad una guerra  o a quella del 1929 del secolo scorso .Milioni di persone entreranno nella sacca della disoccupazione e tantissime aziende non riusciranno a sopravvivere.
Da tutte le parti s'invoca la distribuzione di denaro a pioggia per sopravvivere a questa crisi e rilanciare una nuova fase di crescita.
Mi chiedo: ma non è forse l'occasione per ripartire almeno con il piede giusto?
Non è forse il caso di programmare  una spesa necessaria ma indirizzata non solo  all'assistenza ma anche allo sviluppo,  nel rispetto dell'ambiente?
Ritengo che in questo momento solo la spesa statale possa permettersi di non pensare solo all'immediato ritorno economico ma anche ad un investimento con ritorni più lunghi nel tempo ed a costi  calmierati per il consumatore finale ed il cittadino.
La prima preoccupazione è accelerare il processo di produzione di energia pulita  e di favorire la riconversione verso il suo utilizzo da parte del settore produttivo e civile.
Si parla del progetto di fusione nucleare come quello strategico per la produzione di energia illimitata e pulita; ma, a decorrere dal 2060, nel migliore dei casi.
Nel frattempo , perché, pur utilizzando momentaneamente il gas naturale, non si può accelerare nella produzione di energia elettrica  da fonti sostenibili?
Dopo la costruzione, di qualche anno fa, della grande centrale fotovoltaica in Marocco, in gran parte finanziata dalla BEI, centrali fotovoltaiche ancora più grandi ed importanti sono sorte in Cina ed in India.
Noi che facciamo?  Abbiamo anche difficoltà ad aprire centrali eoliche e a completare la TAP in Italia!
Abbiamo meno utilizzo del fotovoltaico rispetto  alla Germania che, notoriamente, ha condizioni climatiche peggiori delle nostre.
Perché non possiamo pensare di accelerare su questo settore e riconvertire il parco autovetture  con un aiuto più consistente dello Stato, per consentire anche ai meno abbienti di poter programmare la sostituzione della propria automobile? Perché non farne un progetto comune europeo ?
L’Europa nel suo insieme probabilmente in questi giorni riuscirà per la prima volta , grazie all'iniziativa Franco-Tedesca a pensare  all'emissione di un debito europeo di ca 500 MM per venire incontro ai paesi più colpiti dalla pandemia. Perché non pensare ad una ripartenza comune sullo sviluppo rispettoso dell'ambiente  producendo energia pulita e producendo insieme a prezzo calmierato la macchina elettrica coinvolgendo le migliori capacità private  e le aziende europee?
Possiamo coinvolgere nella realizzazione delle centrali fotovoltaiche anche i paesi africani e l'area del Sahara investendo noi europei sui loro territori e dividendo i guadagni e la produzione, ad esempio!
Possiamo coinvolgere tutti i lavoratori disoccupati in un nuovo New Deal ecologico  ed, oltre a dargli un reddito di disoccupazione o di cittadinanza, ottenere una prestazione lavorativa  nelle nuove attività di riqualificazione dell'ambiente e di produzione energetica.
Così facendo, dobbiamo porci il problema di rifondare la nostra società privilegiando il bene comune ed una vita dignitosa per tutti non prefigurando un appiattimento ma puntando sulla valorizzazione della competenza, della cultura e del rispetto della persona  così come dettato dai nostri principi costituzionali. Un progetto progressista oggi può farsi portavoce di questi obiettivi, combattendo allo stesso tempo l'attuale profonda ineguaglianza sociale , la precarietà ed incertezza lavorativa .

venerdì 10 aprile 2020

OLTRE LE FACILI SOLUZIONI




I tempi difficili che stiamo vivendo  a causa dell’esplosione della pandemia causata dal Coronavirus Covid-19 ci portano tutti a chiederci se  il senso del nostro cammino vada nella direzione migliore.
Ci chiediamo se le nostre organizzazioni sociali rispondano veramente ai nostri bisogni. Compariamo fra loro le varie ideologie che hanno guidato i popoli nel corso della storia passata e presente , Cerchiamo una soluzione definitiva ai nostri problemi ed una strada  o una soluzione da seguire  con nuova fede.
C’è chi si preoccupa di far ripartire al più presto il sistema economico  mondiale, oggetto probabilmente di una grave depressione,  sottolineando la necessità della creazione di maggiore ricchezza come base per la risoluzione di tutti gli altri problemi sociali. C’è  chi contesta tutto questo, richiamando alla necessità di cogliere l’occasione ‘per rifondare le nostre società sull’obiettivo di una “ decrescita felice”. Chi ancora sottolinea l’importanza   di uno sviluppo ecologico e di una maggiore eguaglianza sociale e mondiale.
Credo che ,comunque,  per affrontare  i tempi difficili che viviamo, prima che di decrescita felice, povertà, incremento spasmodico della ricchezza o di tutte le altre soluzioni proposte   avremmo bisogno tutti   soprattutto di equilibrio.
Bisogno di verità , di bellezza e di conoscenza.
All’interno di tutto questo, la soddisfazione fisica e mentale non è per niente un aspetto da disprezzare; anzi, è una molla indispensabile  che guida il nostro istinto di sopravvivenza spingendoci verso il raggiungimento di un’esistenza piena di vita; tuttavia , è anche vero che comprendere come tutto questo debba essere realizzato in equilibrio nei confronti del nostro rapporto con la natura e con le altre persone sia indispensabile.
Non credo che esistano soluzioni predisposte e/o programmate che ci salvino dal dilemma  e dalle contraddizioni  presenti dall’origine del mondo all’interno dell’essere umano e della società in cui vive.
 Il dilemma fra paura e coraggio, tra  morte e vita con tutto quello che ne consegue in termini di violenza fisica e mentale,  danni psicologici , sociologici , politici ed economici non  sono eliminabili.
Anche le conseguenze umane e sociali di tutto questo  è difficile pensare che possano essere risolte per sempre.
Bisognerebbe credere in una sorta di evoluzionismo costante e virtuoso non solo dell’uomo ma anche di tutto quello che ruota attorno a lui; mentre, nel corso della storia, ci siamo accorti come ogni volta le contraddizioni presenti diventino ancora più drammatiche e globali grazie proprio alla maggiore disponibilità di conoscenze e ricchezza materiale che abbiamo accumulato
.In realtà, siamo sempre uguali nel tempo e posti,  dall’origine del mondo, sempre di fronte agli stessi dilemmi esistenziali e morali ed alla nostra responsabilità.
Ogni volta, dipenderà tutto dalle nostre scelte per vivere al meglio  i tempi in cui ci troviamo, godendo di tutto il benessere possibile.
Sta a noi scegliere se privilegiare l’amore  o l’odio nella nostra esistenza.
Il rispetto o la sopraffazione verso l’altro ,  prendendo come scusante la paura di essere un  possibile oggetto di aggressione a nostra volta.
Una sostanziale   opportunità per tutti di condurre una vita economicamente e socialmente  sostenibile, prendendoci cura di chi è meno capace o fortunato.

martedì 31 marzo 2020

IL DILEMMA EUROBOND




Il vero problema da affrontare è che per la prima volta si dovrebbe pensare ad un bilancio europeo a debito con emissione di eurobond il cui rimborso potrebbe essere coperto in ultima istanza non dai singoli stati membri (che non ne avrebbero nessuna voglia ) ma dalla BCE ( debitore e garante di ultima istanza).
 Una monetizzazione del nuovo debito comune , deciso insieme.
 Ce la sentiamo di fare questo? Ci può essere interesse da parte degli stati membri di muoversi in tal senso? 
In caso contrario di fronte ad una pesante crisi economica ed alla possibile sfiducia dei mercati su questo o quel paese , l'unica possibilità per quest'ultimo sarebbe quella di affrontare una possibile scelta fra due ipotesi non prive di gravi conseguenze politiche:
 1) il singolo paese chiede aiuti finanziari al MES sottoponendosi a delle condizioni .
 Potete immaginare il dissenso politico ed i contrasti che ne deriverebbero a meno che non fosse deciso di non porre condizioni. sarebbe a quel punto inevitabile  muoversi su dimensioni modeste e non risolutive.
2) di fronte ad una crisi economica enorme e presenti forti  difficoltà nel mercato dei capitali , la scelta di uscire dalla moneta comune e mettere in discussione il percorso di unità europea. 
A mio parere queste sono due scelte davanti alle quali nessun paese europeo  dovrebbe trovarsi.
Occorre mediazione , mediazione, mediazione e la possibilità di affrontare insieme la situazione con l'iniezione di una forte componente monetaria da parte della BCE. 
L'occasione invece potrebbe, al contrario, aprire una stagione aurea europea se sapessimo non solo aiutare chi è in difficoltà, ma anche coinvolgere tutti in un progetto di sviluppo europeo sovranazionale.
Uno sviluppo  economico improntato sulla ricerca scientifica e la rivoluzione digitale . Sulla produzione di energia  da fonti alternative ed eco-sostenibili. Sulla capacità di articolare una equa tassazione  a carico delle  multinazionali che operano sul territorio europeo.Sulla capacità di porci come interlocutore dello sviluppo del grande continente africano , Valutando finalmente la possibilità di omogeneizzare non solo il costo delle merci ma anche del lavoro nell'area europea e delle regole sulla disoccupazione.
Una strada lunghissima, se vogliamo, ma basata fondamentalmente sull'accelerazione dell'entità e delle caratteristiche di uno sviluppo che, da solo, nessun paese sarebbe in grado di gestire Bisognerebbe anche avere il coraggio di creare degli organismi sovranazionali  incaricati di condurre e dirigere questi progetti  con iniziative dirette e con poteri eccezionali  conferiti dagli stessi stati membri . Queste grandi aziende sovranazionali dovrebbero rispondere del loro operato   direttamente agli organismi decisionali europei.
Come sempre accade nei grandi periodi storici di mutamento, siamo  di fronte a prospettive e possibilità contraddittorie e divergenti.
 Abbiamo nelle nostre mani il nostro futuro; ma, esso non è delineato in alcun modo e dipenderà esclusivamente dalle nostre scelte.

lunedì 18 novembre 2019

UN'IPOTESI PROGRESSISTA PER L'ITALIA



Un’ipotesi progressista dovrebbe  partire da una ripresa della produttività del nostro paese e dall'obiettivo della piena occupazione. 
Una ripresa della produttività ottenuta da un lato con  una riduzione del costo del lavoro   lordo a carico delle aziende, ponendo parte dei contributi e della tassazione il più possibile a carico della fiscalità generale( aumento del livello di esenzione e riduzione delle aliquote fino a 25.000 euro lordi annui)  e dall’altro con un massiccio sostegno agli investimenti nella ricerca e innovazione e alle sue concrete applicazioni, in una virtuosa sinergia fra pubblico e privato.
Occorrono forti investimenti pubblici  nel campo della produzione di energia attraverso lo sviluppo delle fonti alternative sostenibili e al servizio dell'ambiente, privilegiando le aree del Mezzogiorno.Una semplificazione degli appalti ed il ritorno ad una impresa nazionale di lavori pubblici statale che, in  sinergia con i privati, possa mettere in campo un' immediata realizzazione delle infrastrutture necessarie. 
Occorre porre al primo posto la sostenibilità ambientale dello sviluppo . Il PD deve essere percepito con chiarezza come il partito che intende agire con decisione sul problema dell'ambiente   ponendolo al centro delle politica di ripresa economica del paese.  
Dobbiamo intervenire sulla riforma del reddito di cittadinanza trasformandolo in “lavoro di cittadinanza”  con l'obbligo pertanto della prestazione di almeno 30 ore settimanali di lavoro socialmente utile e 10 ore di frequenza e/o disponibilità per la formazione e ricerca di lavoro. . Creiamo squadre di lavoro  che operino per  la realizzazione di nuove case popolari, riconversione e lavoro nei terreni pubblici abbandonati, difesa dell’ambiente, servizi sociali ai disabili, alle famiglie ecc. ecc. Un’occasione d’ingresso al lavoro, di socializzazione e d’integrazione insieme per lavoratori italiani disoccupati( prima occupazione , scaduto il sussidio naspi e disoccupazione di lunga durata) e per immigrati ( obbligo di prestazione di lavoro anche se in attesa di definizione della propria condizione ). Un lavoro sociale temporaneo in attesa dell' inserimento nel mercato del lavoro  a tempo indeterminato.
Va riavviata  una nuova politica sociale per la casa e un minimo reddito di povertà.
Tutte le persone che non siano dichiarate malate , invalide ,vecchie devono poter essere seguite con un sussidio ed in cambio prestare un adeguato lavoro socialmente utile. 
Bisogna ancora realizzare  misure di disincentivazione del lavoro precario facendolo costare almeno il 30% in più di quello a tempo indeterminato e lottare per l'introduzione nel nostro Paese del salario minimo orario.
Attivare una lotta senza quartiere nei confronti della criminalità organizzata con un preciso controllo del territorio, specialmente nel Mezzogiorno, per consentire la possibilità di nuove condizioni di vita e di attività in queste aree. Ad esempio, la piaga della droga e la sua diffusione  stanno  distruggendo larga parte della nostra società ed arricchendo la criminalità organizzata. In molte realtà la stessa riesce addirittura ad essere l'unica possibilità per molti di avere un'occupazione . Tutto questo deve finire con la ripresa del controllo del territorio da parte dello Stato e la diffusione del piano nazionale del lavoro  legato al reddito di cittadinanza. 
Questo piano  può e deve essere realizzato ottenendo maggiori risorse da:
- una forte riorganizzazione della spesa statale ( spending review) orientandola verso gli impieghi più produttivi e con una riduzione delle spese amministrative grazie ad una vera rivoluzione digitale ed una semplificazione delle procedure. Bisogna applicare anche nel settore pubblico  la riforma dello " Jobs Act" 
-l’incremento di una tassazione sui redditi fortemente progressiva da cui recuperare almeno 8/9 MM
-l’incremento progressivo delle tasse di successione a partire da 500.000 euro;
- La reintroduzione dell'IMU sulla prima casa 
- una rimodulazione dell'IVA con l'obiettivo di un maggiore incasso di almeno  5MM.
- Una forma di  tassazione sul fatturato delle multinazionali del web realizzati in Italia .Ad esempio con una imposta speciale su tutte le transazioni economiche ( IVA aumentata del 5%? )  sul web oltre ad un accordo specifico da realizzare in sede europea sugli utili d'impresa .
La proposta del Partito Democratico deve essere chiara e forte su questi temi per realizzare " UN NUOVO CORSO" per il nostro Paese in uno dei momenti più difficili della sua storia.

venerdì 9 agosto 2019

UN NUOVO CORSO





L'apertura della crisi di governo, con  il probabile  ritorno alle urne,  richiede che la principale forza progressista italiana, Il PD, si faccia carico di una proposta complessiva di rilancio del Paese  e dello sviluppo economico nel segno dell'innovazione , del rispetto dell'ambiente , della solidarietà  verso i più deboli e di una maggiore giustizia sociale : UN NUOVO CORSO.
 La situazione economica mondiale vede in crisi i rapporti commerciali fra gli Stati con la presenza di segnali d’irrigidimento delle varie posizioni nazionali e lo sviluppo di atteggiamenti conflittuali, che potrebbero sfociare in una vera e propria ampia guerra commerciale.
L'Europa è un grande mercato mondiale e può rappresentare nel futuro un momento di possibile equilibrio e di assorbimento delle tensioni fra gli USA e la Cina; inoltre, può rilanciare lo sviluppo anche di aree come l’Africa, oggi in pieno dissesto economico e sociale.
Per l'Italia, mantenere un ruolo attivo ed importante nello scenario europeo, è un obiettivo strategico.
Il nostro Paese ha bisogno di ridurre il differenziale di ca il 30% con i principali "competitors" sul costo del lavoro per unità di prodotto agendo sia sul lato del costo lordo dello stesso, sia su quello dell’innovazione tecnologica.
Se diventa urgente una riduzione del carico fiscale, questa misura deve essere pertanto a vantaggio del lavoro e della riduzione del suo costo lordo per l’impresa.
Non possiamo continuare a riproporre una visione ultra-liberista   dell’economia quando  diventa sempre più evidente la necessità di un intervento riequilibratore dello Stato sia nei confronti del potere delle multinazionali, che della eccessiva ineguaglianza che hanno portato ad una ulteriore concentrazione delle ricchezze proprio  in  questi anni di crisi economica e ad una situazione di precarietà e sfruttamento della risorsa lavoro.
Un’ipotesi progressista deve pertanto ripartire da una ripresa della produttività del nostro paese ottenuta grazie da un lato  ad una riduzione del costo del lavoro   lordo a carico delle aziende ponendo la tassazione il più possibile a carico della fiscalità generale( aumento del livello di esenzione e riduzione delle aliquote fino a 25.000 euro lordi annui)  e dall’altro ad un massiccio sostegno agli investimenti nella ricerca e innovazione e alle sue concrete applicazioni, in una virtuosa sinergia fra pubblico e privato
Occorrono forti investimenti pubblici produttivi nel campo della produzione di energia attraverso lo sviluppo delle fonti alternative sostenibili e al servizio dell'ambiente, privilegiando le aree del Mezzogiorno.
Occorre porre al primo posto la sostenibilità ambientale dello sviluppo . Il PD deve essere percepito con chiarezza come il partito che intende agire con decisione sul problema dell'ambiente   ponendolo al centro delle politica di ripresa economica del paese.  
Dobbiamo Intervenire sulla riforma del reddito di cittadinanza trasformandolo in “lavoro di cittadinanza” . Creiamo squadre di lavoro  che operino per  la realizzazione di nuove case popolari, riconversione e lavoro nei terreni pubblici abbandonati, difesa dell’ambiente, servizi sociali ai disabili, alle famiglie ecc. ecc. Un’occasione d’ingresso al lavoro, di socializzazione e d’integrazione insieme per lavoratori italiani disoccupati e per immigrati . Un lavoro sociale temporaneo in attesa dell' inserimento nel mercato del lavoro  a tempo indeterminato.
Via riavviata  una nuova politica sociale per la casa e un minimo reddito di povertà.
Realizzare ancora misure di disincentivazione del lavoro precario facendolo costare almeno il 30% in più di quello a tempo indeterminato e lottare per l'introduzione nel nostro Paese del salario minimo.
Attivare una lotta senza quartiere nei confronti della criminalità organizzata con un preciso controllo del territorio, specialmente nel Mezzogiorno, per consentire la possibilità di nuove condizioni di vita e di attività in queste aree.
Tutto questo può e deve essere realizzato con:
- una forte riorganizzazione della spesa statale orientandola verso gli impieghi più produttivi e con una riduzione delle spese amministrative grazie ad una vera rivoluzione digitale ed una semplificazione delle procedure. Bisogna applicare anche nel settore pubblico  la riforma dello " Jobs Act" 
-l’incremento di una tassazione sui redditi fortemente progressiva
-l’incremento delle tasse di successione;
- Una tassa progressiva sui patrimoni immobiliari e finanziari.
- Una forma di  tassazione sul fatturato delle multinazionali del web realizzati in Italia
La proposta del Partito Democratico deve essere chiara e forte su questi temi per realizzare " UN NUOVO CORSO" per il nostro Paese in uno dei momenti più difficili della sua storia.

mercoledì 5 giugno 2019

Il PD per l'ITALIA che vorrei




La situazione economica mondiale vede in crisi i rapporti commerciali fra gli Stati con la presenza di segnali d’irrigidimento delle varie posizioni nazionali e lo sviluppo di atteggiamenti conflittuali, che potrebbero sfociare in una vera e propria ampia guerra commerciale.
L'Europa è un grande mercato mondiale e può rappresentare nel futuro un momento di possibile equilibrio e di assorbimento delle tensioni fra gli USA e la Cina; inoltre, può rilanciare lo sviluppo anche di aree come l’Africa, oggi in pieno dissesto economico e sociale.
Per l'Italia, mantenere un ruolo attivo ed importante nello scenario europeo, è decisamente importante ed è possibile che ciò avvenga anche affrontando con successo le tensioni derivanti dalla nostra situazione economica e finanziaria complessiva.
I recenti risultati elettorali europei hanno premiato, nel nostro Paese, La Lega di Salvini, che ha ottenuto un'ampia fiducia da parte dell'elettorato, raggiungendo oltre il 34% complessivo dei voti, anche se questo risultato va ridimensionato alla luce dell'alta percentuale di astenuti.
Subito dopo questo successo elettorale, il leader della lega Salvini sta insistendo sulla riproposizione immediata della Flat Tax , sulla ripresa degli investimenti pubblici e sulla espressa volontà di non procedere alla messa in atto della prima clausola di salvaguardia sull'Iva che peserebbe per ca 25MM sulla prossima legge di Bilancio. Ben cosciente che la sommatoria di questi interventi, insieme al rinnovo ordinario dei rimanenti preventivi di spesa incrementerebbero ulteriormente, rispetto al deficit dell’anno in corso, di almeno ca. 40MM la spesa pubblica, pari a ca. il 2,5% del PIL. La prossima finanziaria sarà dunque prevedibilmente un grande momento politico di scontro con L’Europa in cui la Lega cercherà di coinvolgere il M5S nella narrazione della necessità di procedere su questa strada per promettere agli italiani, in cambio, un aumento dei consumi e dell’occupazione complessiva.
La Lega, infatti, continua a sostenere che la Flat Tax permetterà un generale aumento della domanda interna con un conseguente stimolo e guadagno per le imprese; mentre, il ridotto prelievo fiscale consentirà anche una destinazione delle risorse verso l’investimento privato. Come principale effetto di tutto questo, sostengono che avremo una forte crescita del PIL e dell’occupazione, oltre alla possibilità che il conseguente prelievo fiscale sullo sviluppo delle attività e sul maggior numero di occupati possa riequilibrare i conti finanziari.
In realtà, il possibile aumento della domanda interna potrebbe invece incrementare il livello delle nostre importazioni, a detrimento della nostra bilancia commerciale, considerata la maggiore concorrenzialità dei beni prodotti all’estero nei principali settori del consumo privato, dagli elettrodomestici, agli smartphone ai televisori, agli stessi autoveicoli.
Si tratterebbe pertanto di una politica inutile e fallimentare che non consentirebbe la ricapitalizzazione delle nostre imprese e la ripresa dell’occupazione.
La strada da percorrere non è quella di continuare ad aumentare il debito, alimentando ulteriormente l’ingente quota destinata al pagamento degli interessi, ma di coniugare la politica di sviluppo economico con quella di risanamento finanziario.
Il nostro Paese ha bisogno di ridurre il differenziale di ca il 30% con i principali "competitors" sul costo del lavoro per unità di prodotto agendo sia sul lato del costo lordo dello stesso, sia su quello dell’innovazione tecnologica.
Se diventa urgente una riduzione del carico fiscale, questa misura deve essere pertanto a vantaggio del lavoro e della riduzione del suo costo lordo per l’impresa.
Non possiamo continuare a riproporre una visione ultra-liberista   dell’economia quando  diventa sempre più evidente la necessità di un intervento riequilibratore dello Stato sia nei confronti del potere delle multinazionali, che della eccessiva ineguaglianza che hanno portato ad una ulteriore concentrazione delle ricchezze proprio  in  questi anni di crisi economica e ad una situazione di precarietà e sfruttamento della risorsa lavoro.
Un’ipotesi progressista deve pertanto ripartire da una ripresa della produttività del nostro paese ottenuta grazie da un lato  ad una riduzione del costo del lavoro   lordo a carico delle aziende ponendo la tassazione il più possibile a carico della fiscalità generale( aumento del livello di esenzione e riduzione delle aliquote fino a 25.000 euro lordi annui)  e dall’altro ad un massiccio sostegno agli investimenti nella ricerca e innovazione e alle sue concrete applicazioni, in una virtuosa sinergia fra pubblico e privato
Occorrono forti investimenti pubblici produttivi nel campo della produzione di energia attraverso lo sviluppo delle fonti alternative sostenibili e al servizio dell'ambiente, privilegiando le aree del Mezzogiorno.
Intervenire sulla riforma del reddito di cittadinanza trasformandolo in “lavoro di cittadinanza” con la realizzazione di nuove case popolari, riconversione e lavoro nei terreni pubblici abbandonati, difesa dell’ambiente, servizi sociali ai disabili, alle famiglie ecc. ecc. Un’occasione d’ingresso al lavoro, di socializzazione e d’integrazione insieme per lavoratori italiani disoccupati e per immigrati in attesa del loro inserimento nel lavoro a tempo indeterminato.
L’avvio di una nuova politica sociale per la casa e un minimo reddito di dignità.
Realizzare ancora misure di disincentivazione del lavoro precario facendolo costare almeno il 30% in più di quello a tempo indeterminato.
Attivare una lotta senza quartiere nei confronti della criminalità organizzata con un preciso controllo del territorio, specialmente nel Mezzogiorno, per consentire la possibilità di nuove condizioni di vita e di attività in queste aree.
Tutto questo può e deve essere realizzato con:
- una forte riorganizzazione della spesa statale orientandola verso gli impieghi più produttivi e con una riduzione delle spese amministrative grazie ad una vera rivoluzione digitale ed una semplificazione delle procedure
-l’incremento di una tassazione sui redditi fortemente progressiva
-l’incremento delle tasse di successione;
- Una tassa progressiva sui patrimoni immobiliari e finanziari.
- Una tassazione sui margini lordi di fatturato delle multinazionali del web realizzati in Italia
La proposta del Partito democratico deve essere chiara e forte su questi temi.
La seconda questione che deve essere posta al centro della riflessione del PD con grande chiarezza è poi  quella di una concreta e immediata riorganizzazione della sua struttura operativa, utilizzando in modo pieno le possibilità offerte dal web.
Questo può consentire da un lato una maggiore partecipazione attiva politica da parte degli iscritti e simpatizzanti e dall’altro una riduzione dei costi con un minor numero di sedi fisiche territoriali utilizzabili per le riunioni e le attività di più circoli
L’esperienza dei Circoli online è da considerare con attenzione per evitare di realizzare dei grandi contenitori privi del necessario percorso di responsabilizzazione progressiva su cui si attua la formazione della classe dirigente e si realizza una vera e costruttiva partecipazione democratica. 
Bisogna che vi siano meno circoli territoriali ma con una più ampia partecipazione degli iscritti grazie allo strumento digitale.
Si possono anche creare degli strumenti di partecipazione permanente dei rappresentanti dei circoli sia a livello provinciale e successivamente a livello nazionale in raccordo con la stessa assemblea nazionale e/o le conferenze programmatiche.
Ripartiamo subito con le attività e superiamo questo momento difficile per il nostro Paese  e per il nostro futuro.

martedì 24 luglio 2018

CONTRO IL PRECARIATO



A mio parere, l'unico vero modo per scoraggiare un uso improprio del lavoro precario è quello di farlo costare in maniera significativa più di quello a tempo indeterminato.

Ci sono due linee per fare questo :

a) Una è stata quella di rendere più appetibile quello a tempo indeterminato, con sgravi fiscali alle aziende .L'operazione ha avuto successo ma comporta un importante contributo da parte della finanza pubblica
b) L'altra è quella di aumentare il costo del lavoro precario di almeno un terzo in più di quello a tempo indeterminato. Unire la questione all'introduzione del salario minimo e prevedere ,ad esempio, che se un'ora di lavoro a tempo indeterminato costa 10 euro, quello precario debba costarne 13.

Non m'interessa limitare la possibilità di rinnovo del lavoro a tempo determinato, perché potrebbe essere assolutamente necessario per quell'azienda di poter disporre di quella tipologia di lavoratori e, avendo maturato esperienza positiva, richiamare al bisogno le stesse persone.

 Quello che sarebbe opportuno evitare è l'uso distorto del precariato per sostituire le risorse comunque stabilmente necessarie. Un forte disincentivo economico mi sembra utile per raggiungere questo obiettivo. 
Per concludere, ricorderei che questo disincentivo lo pagherebbero le aziende che vogliono ricorrere al lavoro precario mentre le incentivazioni a favore delle assunzioni a tempo indeterminato sarebbero a carico della finanza pubblica.
Non vedo nè nel Decreto Dignità proposto dal Governo in carica nè da parte del fronte dell'opposizione delle proposte che possano essere maggiormente risolutive. 
Il problema è complesso e tipico delle moderne società se anche ad esempio in Germania assistiamo all'utilizzo massiccio del minijob , un altro aspetto della parcellizzazione del lavoro.
Di fatto, tuttavia,  in quel paese la posizione permette l'accesso a sussidi statali per la famiglia, per i periodi di disoccupazione e per la casa che consentono di raggiungere un minimo di reddito continuativo.
La  protesta diffusa di molte persone  è , tuttavia , quella di non riuscire ad uscire più da quella situazione per passare ad una stabilizzazione lavorativa soddisfacente e professionalmente adeguata.